{"id":525,"date":"2018-08-25T17:08:44","date_gmt":"2018-08-25T15:08:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gumpassisi.it\/?p=525"},"modified":"2018-08-25T17:08:54","modified_gmt":"2018-08-25T15:08:54","slug":"evoluzione-dei-suini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/2018\/08\/25\/evoluzione-dei-suini\/","title":{"rendered":"Evoluzione dei Suini"},"content":{"rendered":"<div class=\"riassunto\">\n<div class=\"des\">\n<p>Evoluzione dei Suini: Il Ritrovamento di Pantalla (Todi &#8211; Pg) aggiunge nuovi interessanti dati all&#8217;evoluzione di questo gruppo di mammiferi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong>cinghiale<\/strong> (<strong><i>Sus scrofa<\/i><\/strong>) \u2013 oggi spesso agli onori della cronaca per\u00a0 i numerosi incontri anche in ambienti fortemente antropizzati o addirittura\u00a0 ambienti suburbani .<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-526 aligncenter\" src=\"https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Fig2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Fig2-300x225.jpg 300w, https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Fig2-768x575.jpg 768w, https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Fig2-1368x1024.jpg 1368w, https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Fig2.jpg 1461w\" sizes=\"auto, (max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/p>\n<pre>Ricostruzione del possibile aspetto esterno di<em>\u00a0<strong>Sus strozzii<\/strong><\/em><strong>\u00a0<\/strong>(a sinistra)\u00a0e della specie arcaica\u00a0<strong><em>Sus arvernensis<\/em><\/strong>\u00a0(a destra), nella quale sono state enfatizzate le ipotetiche somiglianze morfologiche con gli attuali \u201csuini verrucosi\u201d del Sud-Est Asiatico. Disegno di Leonardo Sorbelli. Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0277379118302701\">Quaternary Science Reviews<\/a>.<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Cinghiale \u00e8 un ungulato di enorme successo dal punto di vista evolutivo, grazie alla sua grande adattabilit\u00e0 ecologica, ma soprattutto grazie all&#8217;intervento dell&#8217;uomo. Infatti i<strong>l cinghiale<\/strong> \u00e8 una specie tipica della <strong>fauna<\/strong> europea e italiana, originariamente diffusa in gran parte della penisola. A partire dalla fine del 1500 la persecuzione diretta operata dall\u2019uomo, accentuata dalle trasformazioni ambientali e dalla diffusione delle armi da fuoco, ha provocato una progressiva diminuzione del cinghiale che, all\u2019inizio del XX secolo, sopravviveva con nuclei isolati solo nelle regioni tirreniche del centro e del sud Italia, nel Gargano e in Sardegna. La specie \u00e8 ricomparsa sull\u2019arco alpino nel 1919, quando alcuni animali provenienti dalla Francia colonizzarono Liguria e Piemonte; agli Anni \u201950 risalgono invece gli ingressi di cinghiali in Friuli, provenienti dalla Slovenia. Dal secondo dopoguerra l\u2019espansione della specie \u00e8 stata fortemente favorita dall\u2019intervento dell\u2019uomo, attraverso le numerose immissioni a scopo venatorio, e oggi il cinghiale risulta distribuito senza soluzione di continuit\u00e0 nelle isole e dalla Calabria sino all\u2019arco alpino occidentale, mentre nelle Alpi centro-orientali la sua presenza \u00e8 ancora discontinua. Esso \u00e8 un \u201cospite fisso\u201d delle faune a mammiferi europee da almeno 700 mila anni. Tuttavia, prima di allora, nel periodo compreso tra 2 e 1 milione di anni fa circa, l\u2019unico suide presente in Europa \u00e8 stato\u00a0<strong><i>Sus strozzii<\/i><\/strong>, una specie di taglia maggiore rispetto al cinghiale, ma probabilmente con simili adattamenti ecologici.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"articolo clearfix\">\n<p>In un nuovo articolo\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0277379118302701\">pubblicato su Quaternary Science Reviews<\/a><\/strong>, \u00e8 stata analizzata una nuova mandibola di\u00a0<i>Sus strozzii<\/i>\u00a0da <strong>Pantalla <\/strong>(Comune di Todi &#8211; Provincia di Perugia -Umbria), sito datato a circa 2 milioni di anni fa ben noto ai paleontologi grazie all\u2019eccezionale stato di conservazione dei fossili. Lo studio, condotto dal Dr. <strong>Marco Cherin<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Perugia e da ricercatori delle Universit\u00e0 di Torino, Sapienza di Roma, Glasgow e Bordeaux, ha portato alla descrizione dettagliata della mandibola, anche grazie all\u2019uso di indagini tomografiche e ricostruzioni virtuali tridimensionali. La mandibola, lunga circa 35 cm, \u00e8 appartenuta a un grosso maschio, tra i pi\u00f9 grandi mai segnalati in Eurasia non solo per\u00a0<i>Sus strozzii<\/i>, ma per tutte le altre specie del genere\u00a0<i>Sus<\/i>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/pikaia.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Fig1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-42464 aligncenter\" src=\"http:\/\/pikaia.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Fig1-264x300.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" srcset=\"http:\/\/pikaia.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Fig1-264x300.jpg 264w, http:\/\/pikaia.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Fig1-768x874.jpg 768w, http:\/\/pikaia.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Fig1-900x1024.jpg 900w\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"466\" \/><\/a><br \/>\n<em>Immagini risultati dall\u2019analisi delle TAC della mandibola di Sus strozzii da Pantalla. (A) modello 3D del reperto; (B) modello 3D con applicazione di un filtro di densit\u00e0; (C) immagini tomografiche che mostrano le radici dei denti incisivi, non conservati esternamente; (D) modello 3D con mandibola in semitrasparenza; (E) ricostruzione virtuale dell\u2019intera mandibola, ottenuta clonando la parte conservata sul lato opposto. Scala metrica: 5 cm. Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0277379118302701\">Quaternary Science Reviews<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>A partire dallo studio della nuova mandibola, i ricercatori hanno puntato a obiettivi ben pi\u00f9 ambiziosi: chiarire le relazioni filogenetiche tra\u00a0<i>Sus strozzii<\/i>\u00a0e il suo presunto antenato pliocenico,\u00a0<i>Sus arvernensis<\/i>, e quelle tra queste forme arcaiche e alcune altre specie attuali e fossili di suidi europei, asiatici e africani. Mediante l\u2019analisi di 52 caratteri morfologici del cranio e della dentatura, \u00e8 stato cos\u00ec costruito il pi\u00f9 completo albero filogenetico ad oggi disponibile per i <strong>Suinae<\/strong> (la sottofamiglia di cui fanno parte i suidi attuali). Lo studio ha confermato che la separazione tra le forme africane (che oggi comprendono ilochero, facocero e potamocero) e quelle eurasiatiche (il genere\u00a0<strong><i>Sus<\/i><\/strong>) \u00e8 avvenuta precocemente nel corso della storia evolutiva dei <strong>Suinae<\/strong>, forse pi\u00f9 di 10 milioni di anni fa. Nell\u2019ambito del gruppo eurasiatico, la specie pi\u00f9 primitiva \u00e8 risultata essere proprio il cinghiale, che si \u00e8 presumibilmente originata in Asia e si \u00e8 diffusa verso l\u2019Europa solo in tempi relativamente recenti. Sia\u00a0<strong><i>Sus arvernensis<\/i><\/strong>\u00a0che\u00a0<strong><i>Sus strozzii<\/i><\/strong>\u00a0fanno invece parte di un gruppo pi\u00f9 derivato di suini, caratterizzati da una particolare morfologia dei canini inferiori, oggi rappresentati dalle molteplici specie di \u201csuini verrucosi\u201d che oggi vivono nelle aree insulari e peninsulari del Sud-Est Asiatico. Radici asiatiche, dunque, per una specie,\u00a0<strong><i>Sus strozzii<\/i><\/strong>, che ha occupato con successo gli ecosistemi europei per pi\u00f9 di un milione di anni, lasciando abbondanti testimonianze fossili anche nel nostro paese.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evoluzione dei Suini: Il Ritrovamento di Pantalla (Todi &#8211; Pg) aggiunge nuovi interessanti dati all&#8217;evoluzione di questo gruppo di mammiferi. &nbsp; Il cinghiale (Sus scrofa) \u2013 oggi spesso agli onori della cronaca per\u00a0 i numerosi incontri anche in ambienti fortemente antropizzati o addirittura\u00a0 ambienti suburbani . 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