{"id":281,"date":"2017-07-11T14:05:16","date_gmt":"2017-07-11T12:05:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gumpassisi.it\/?p=281"},"modified":"2017-07-11T14:05:16","modified_gmt":"2017-07-11T12:05:16","slug":"rettile-corazzato-del-triassico-scoperto-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/2017\/07\/11\/rettile-corazzato-del-triassico-scoperto-in-svizzera\/","title":{"rendered":"Rettile Corazzato del Triassico scoperto in Svizzera"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<b>eusaurosfargide<\/b>\u00a0(<i><b>Eusaurosphargis dalsassoi<\/b><\/i>) \u00e8 un\u00a0rettile\u00a0estinto di incerta classificazione. Visse nel\u00a0Triassico medio\u00a0(Anisico\/Ladinico, circa 243-240 milioni di anni fa) e i suoi resti sono stati ritrovati in\u00a0Italia\u00a0e in\u00a0Svizzera.<\/p>\n<p><i>Eusaurosphargis dalsassoi<\/i>\u00a0venne descritto per la prima volta nel 2003, sulla base di un esemplare fossile incompleto e disarticolato ritrovato nel famoso giacimento di Besano (Anisico\/Ladinico, 243-242 milioni di anni fa), nei pressi di Varese (Italia). Il nome\u00a0<i>Eusaurosphargis<\/i>\u00a0deriva da quello di\u00a0<i>Saurosphargis<\/i>, un misterioso rettile estinto i cui resti fossili ritrovati in\u00a0Polonia\u00a0nella prima met\u00e0 del secolo scorso furono poi distrutti durante la\u00a0seconda guerra mondiale; l&#8217;epiteto specifico,\u00a0<i>dalsassoi<\/i>, \u00e8 in onore di\u00a0Cristiano Dal Sasso, paleontologo del\u00a0Museo di Storia Naturale di Milano, che per primo intu\u00ec l&#8217;importanza del reperto. Le presunte somiglianze tra i due esemplari non possono comunque essere definite con certezza. Secondo lo studio del 2003, il pi\u00f9 stretto parente di\u00a0<i>Eusaurosphargis<\/i>\u00a0era forse l&#8217;altrettanto enigmatico\u00a0<i>Helveticosaurus<\/i>, rinvenuto nel versante svizzero dello stesso giacimento.<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 stato rinvenuto un nuovo reperto associato a resti di pesci e rettili marini nei depositi calcarei della\u00a0<em>Formazione Prosanto<\/em>, nelle vicinanze di Ducanfurgga, databili a circa 241 milioni di anni e situati ad un\u2019altitudine di 2740 metri, a sud di Davos, nel Cantone dei Grigioni.<\/p>\n<p>Il team di ricercatori anglo-svizzero, guidato da Torsten Scheyer, paleontologo dell\u2019Universit\u00e0 di Zurigo, e da James Neenan, paleobiologo del Museo di Storia naturale dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford, presume che l\u2019animale sia stato spazzato via da un\u2019isola del bacino marino situato, all\u2019epoca, sulla zona del ritrovamento e che, dopo la morte, sia stato inglobato nei sedimenti marini fini e stratificati del fondale.<\/p>\n<p>La nuova scoperta \u00e8 molto ben conservata e consente per la prima volta la ricostruzione dello scheletro e dell\u2019aspetto esteriore dell\u2019animale. Si \u00e8 cos\u00ec scoperto qualcosa di sorprendente.<\/p>\n<p>Esternamente,\u00a0<em>Eusaurosphargis dalsassoi<\/em>somiglia molto alla famiglia di lucertole Cordylidae, un gruppo di piccoli\u00a0 rettili muniti di squame dell\u2019Ordine dei Lepidosauri, che attualmente abitano le regioni asciutte dell\u2019Africa meridionale.<\/p>\n<p>Alcune specie di queste lucertole pi\u00f9 palesemente corazzate, a causa del loro aspetto, potrebbero aver fornito la base per le leggende sull\u2019esistenza di mitici dragoni.<\/p>\n<p>\u201cIn realt\u00e0, si tratta di un caso di\u00a0<em>sviluppo convergente<\/em>, perch\u00e9 la specie estinta non \u00e8 strettamente correlata alle lucertole africane\u201d, spiega Scheyer.<\/p>\n<p>In altre parole, lo studioso afferma che animali viventi in condizioni ambientali simili, ma senza parentela evolutiva, svilupperebbero, dal punto di vista funzionale, strutture simili.<\/p>\n<p>Finora, il rettile era considerato di incerta classificazione.<\/p>\n<p>Ora, un esame attento delle relazioni filogenetiche confermerebbe che i suoi parenti pi\u00f9 prossimi potrebbero essere stati dei rettili marini quali i Sauropterigi, un grande gruppo di rettili acquatici che comprende Placodonti, Plesiosauri e Notosauri.<\/p>\n<p>Tuttavia, lo scheletro di\u00a0<em>Eusaurosphargis<\/em>\u00a0non mostra una struttura corporea armonica, n\u00e9 arti che avrebbero potuto poi trasformarsi in pinne, n\u00e8 alcuna pinna che possa indicare una vita marina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-282\" src=\"https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1024px-Eusaurosphargis_dalsassoi-300x271.jpg\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1024px-Eusaurosphargis_dalsassoi-300x271.jpg 300w, https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1024px-Eusaurosphargis_dalsassoi-768x693.jpg 768w, https:\/\/gumpassisi.it\/gumpW\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/1024px-Eusaurosphargis_dalsassoi.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 453px) 100vw, 453px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;eusaurosfargide\u00a0(Eusaurosphargis dalsassoi) \u00e8 un\u00a0rettile\u00a0estinto di incerta classificazione. 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